Recensione - “La vita finora”

“La vita finora”
Di Raul Montanari 
Editore: Baldini + Castoldi
Pagine: 299
Prezzo: euro 17,00
Data di uscita: 8 marzo 2018

Se si ha voglia di leggere un buon libro e scritto bene, allora con Raul Montanari non si sbaglia mai. Infatti anche questa volta con il bel romanzo “La vita finora”, mi ha incantato ed intrattenuto in modo davvero piacevole. Ho un debole per la sua scrittura, ho letto quasi tutti i suoi libri e mi ha sempre trasportato in storie ben riuscite, coinvolgenti ed intense.
E’ uno dei miei autori italiani preferiti. Il suo modo di scrivere e di raccontare le storie ha un certo non so che di magnetico, ti cattura e ti invoglia a continuare a leggerlo senza soste ed è una sofferenza doversi fermare se si hanno altri impegni o appuntamenti, ma poi si torna tra le sue pagine con immensa gioia e, mentre lo si lascia chiuso sul tavolino in attesa di riprenderlo, ci si sofferma con la mente sui capitoli letti e ci si chiede che cosa accadrà alla storia, ai personaggi.
In questo caso il protagonista è Marco, un insegnante che viene assunto in un paesino per prestare servizio nell’unica scuola presente con alunni di varie età e molto difficili da gestire.
Una storia davvero particolare ed intensa che lascia a volte col fiato sospeso perché si affrontano temi anche difficili e seri. Lui ha un carattere molto forte, quasi sempre deciso e non si tira indietro davanti alle avversità, ma va a fondo, insegue il problema alla ricerca di una soluzione. Sta dalla parte di coloro che hanno bisogno e non si fa imbrogliare dalle persone.
Un libro che ho amato follemente, me lo sono gustato pagina dopo pagina e già mi manca.
Il romanzo è pieno di vita e di scelte dei giovani giuste o sbagliate che siano, illustra varie problematiche anche del mondo degli adulti e ci pone davanti a vari interrogativi. E’ un libro che, quindi, fa anche riflettere. Il dover gestire gli alunni e la responsabilità che si ha verso di loro attuando determinate scelte ed azioni, sono alcuni degli argomenti che si trova davanti il nostro protagonista, con i genitori degli studenti che a volte gli complicano il suo compito. Lottare a volte contro i pregiudizi, contro più persone sapendo che non sarà facile, trovarsi quindi spesso isolato davanti agli altri, ma Marco non si arrende e va dritto per la sua strada. I personaggi che lo circondano hanno quasi tutti i loro segreti, i loro problemi ed un proprio carattere molto particolare, a volte arrogante ed ostile, tanto da rendersi, ogni tanto, antipatici e scontrosi. I temi delicati vengono affrontati comunque con delicatezza, serietà e senza superficialità. Al suo interno troviamo ottimi spunti di riflessione e di discussione, quindi è un libro che mi sento di consigliare specialmente al mondo degli adulti, in particolare a coloro che sono ovviamente insegnanti e genitori.
Concludo con un passaggio ed una curiosità che riguarda un termine letto all’interno del libro e come si dice "non si finisce mai di imparare" ! Grazie Montanari per i tuoi libri !!!

“Perfetto. Il cerchio si chiudeva: sarei andato ad abitare nella casa del padre e mi sarei ritrovato in classe il figlio. Mi lasciai andare contro lo schienale della sedia e presi un respiro interminabile, sbuffando l’aria dalla bocca socchiusa….”

“L'anginofobia” …cos’è ? Io ammetto di aver scoperto questo termine che riguarda una paura, grazie a “La vita finora”

Trama
È l'autunno del 2016. Marco Laurenti, trentacinquenne professore delle medie con un passato di sofferenze famigliari e un presente di precariato sconfortante, parte da Milano per un incarico in un piccolo paese, in cima a una valle isolata dove la natura è prepotente e gli uomini ancora di più. Marco sospetta di essere un cattivo insegnante e un'anima piena di ombre. Ma quando arriva il momento sa battersi come un eroe contro il Male nella sua incarnazione più spaventosa: un allievo, figlio dei nostri tempi devastati dall'idiozia tecnologica, che manipola compagni e adulti, plagia due ragazzine fino a ridurle a schiave sessuali, bullizza e cyberbullizza, usa i social per realizzare una supremazia fredda, terribile, disumana. Di fronte a lui perfino il Male tradizionale, che nella storia ha il volto di un ex criminale di guerra, sembra un retaggio del passato, più doloroso che minaccioso. Questo drammatico scontro fra generazioni, combattuto sull'orlo di una frattura che percorre tutta la realtà in cui viviamo oggi, non potrà non contare le sue vittime e molti nodi rimarranno irrisolti. Per ricordarci che, in battaglie come quella raccontata in queste pagine, perfino la vittoria non sempre lascia in bocca il sapore rassicurante dell'happy end.

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