Intervista all'autore: Federico Facchini
Ciao
lettori e lettrici,
Biografia
oggi
vi propongo l’intervista al giovane autore Federico Facchini col quale ho
dialogato anche circa il suo libro “Vita da post-it” di cui trovate la recensione all’interno
del mio blog e, nel caso in cui non l’aveste
ancora fatto, vi invito a correre a leggerla per poi tornare qua ed iniziare l’interessante
intervista.
Federico Facchini, è a Prato nel dicembre del 1988.
Fra
tutti gli strumenti con cui poteva esprimersi ha scelto, carte, penna e parole,
soprattutto attraverso la poesia. "Vita da post-it" è il suo primo romanzo.
1 –Come è
nata l’idea di questo tuo romanzo?
Più l'idea
di romanzo, Vita da Post-it è divenuto romanzo. Mi spiego meglio: in principio,
prima ancora che diventasse Vita da post-it, la struttura di perse era un
insieme di pagine nate dall'esigenza di sfogarmi dopo una delusione d'amore,
molto forte. Quindi all'inizio non c'era l'idea di scrivere un romanzo, ma solo
la necessità di tirare fuori tutta la rabbia, la delusione e l'immobilità di un
momento. Era difficile far capire alle persone intorno, cosa sentissi in quel
preciso momento, il vuoto e la tristezza, un improvviso senso di smarrimento e
di stanchezza. Quindi le prime pagine, della prima “stesura” erano solo rabbia,
frammenti di un esperienza intensa senza alcun filo conduttore.
Successivamente, con il passare degli anni, Vita da post-it ha preso forma per
divenire quello che è oggi, una somma di esperienze, di domande e di ricerca che hanno portato a questa versione.
2 –C’è
qualcosa di autobiografico?
Sì,
decisamente sì. La perdita di quell'amore che è la scintilla che dà il via al
romanzo è una parte reale. Il fatto che racconti 10 anni della mia vita, fra
esperienze più o meno vere, è reale. Il viaggio in Marocco è stato una tappa
fondamentale per la stesura del romanzo. Ovviamente spetterà al lettore capire
cosa c'è di vero e cosa no. Capire dove finisce l'esperienza personale e dove
inizia la narrazione. :-)
3 - E se ti
chiedessi “Perché scrivi” cosa mi risponderesti?
Ti
risponderei con tre domande:
“Perché
respiri?”
“Perché ti
batte forte il cuore quando sei innamorato?”
“Perché
tutto sembra avere un senso solo quando si è al limite?”
ed io ti
risponderei cosi:
Perché è
naturale e necessario per vivere.
Perché sai
di aver trovato un luogo chiamato casa.
Perché è la
vita che ci fa sentire la sua presenza, per non farci arrendere.
4 – Come
hai scelto il titolo e come mai quello? (io una mia idea me la sono fatta)
Mi piace
pensare che sia il titolo che ha scelto me. :-)
Anche qui
c'è stata una vera evoluzione. Il primo titolo a cui avevo pensato era: Nato
sotto il segno della Fenice, perché per me in quel momento era una rinascita,
una nuova partenza. Ma dentro di me pensavo che era troppo lungo e complesso.
Poi nel corso di questi anni di “perfezionamento”, mi sono guardato in torno,
guardando al tipo di vita frettoloso che vivevo. Guardavo ai fogli accatastati,
alle correzioni con la penna rossa, alle note a piè di pagina, hai post-it
cestinati e a quelli salvati su una bacheca per ricordarmi certe cose, quindi
ho pensato due cose:
la prima
che questa era la mia vita, il mio modo per organizzare il disordine che ho
dentro( tra l'altro ho fatto anche un video su instagram, se vuoi vederlo) e la
seconda che siamo tutti, dei post.it nelle vite degli altri. Bisogna solo saper
capire se essere quelli da salvare perché importanti, vitali o quelli da
cestinare.
Adesso però
voglio sapere la tua versione. Se è migliore della mia, te la rubo, sappilo!
;-)
5 – Se
fossi al posto di Dante agiresti come lui in tutto o qualche suo modo di
reagire lo cambieresti?
Agirei come
lui, anche perché Dante è nato per andare oltre quello che sono io, perché alla
fine lui ha il coraggio di far soffrire, di deludere e di essere deluso, perché
alla fine l'unica cosa che sa che per lui conta veramente e di avere abbastanza
spazio per aprire le ali e diventare l'uomo. Tutto il resto verrà.
Ma l'altra
faccia della medaglia è il conflitto, la ricerca di quelle risposte che non
potrà mai trovare né nel suo passato, né negli occhi della gente. Non vorrei
che passasse il messaggio che Dante non vuole affezionarsi o avere dei legami,
anzi anche questa è parte della sua ricerca e del suo conflitto, ma
l'evoluzione del personaggio, lo porta a capire che l'unico legame che per lui,
Dante, ha senso è un legame non convenzionale, che non debba seguire le solite
fasi: fidanzamento, matrimonio, routine, ma un rapporto che sia una costante
crescita, un reciproco desiderio di migliorare, che non sia facile da
etichettare né che possa sconfinare nella routine, un rapporto che possa
evolversi parallelamente, sia a livello personale che di coppia.
6 – Da
parte tua che messaggio invece vorresti arrivasse al tuo lettore?
Così a
bruciapelo ti direi: di avere il coraggio di affrontare sé stessi, con onestà e
forza. Di non lasciarsi sopraffare dalle etichette, dalle convenzioni, dai
desideri degli altri, ma di provare a cercare una disgustosa felicità,
inseguendo ciò che ci fa stare bene. Non voglio passare né per l'ennesimo Guru,
né per uno che può avere qualche risposta sulla vita, né sto dicendo di mollare
lavoro, moglie e figli per andare a fare l'eremita (in realtà sì lo sto
dicendo, perché se la tua natura è questa seguila, nessuno ti potrà biasimare).
La mia storia (e non parlo di Dante) è che se lavoro, lavoro per finanziare
questo progetto, perché è la mia natura, il mio richiamo ed è questo quello che
voglio nella vita, quindi anche Dante vi direbbe la stessa cosa. Ci sono dei
conflitti nella vostra vita? Sì, bene affrontatevi seguendo quello che siete.
7 – Mi
descriveresti il tuo romanzo con tre aggettivi?
Graffiante.
Intenso. Non etichettabile.
8 – Ci puoi
raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?
Sinceramente
non mi viene in mente nulla.
9 – Oltre
alla scrittura quali sono le altre tue passioni?
La lettura,
perché non ci può essere scrittura senza lettura. Star Wars e il collezionismo
( yes, i'm nerd!).
I tatuaggi
(sono un uomo di colori). E la meditazione (no non sono un Guru, né un asceta,
ma uno che ama cercare le risposte prima dentro di sé, poi nel mondo).
10 – Quali
sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?
Solo un
paio è dura, ma ci provo.
Fra gli
Autori sicuramente: Jack London, Stefano Benni.
Fra i
libri, se per te può andare bene lo stesso, metterò quelli che maggiormente mi
hanno ispirato per Vita da post-it, che comunque sono fra i miei preferiti:
“C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo”, di Efraim Medina Reyes e il
Lupo della steppa, di Hermann Hesse.
11 – Infine
una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?
L'ultimo
libro/libri che ho comprato sono stati: Milk and Honey di Rupi Kaur e Guida
Galattica per autostoppisti: la Saga completa, di Douglas Adams ( il libro è
solo per completare la sage e tenrlo da collezione, avendo già letto 3 dei 5
libri, dovevo averlo).
Mentre
l'ultimo libro letto è: Il Tema di Ayn Rand.
Grazie di
aver risposto alle mie domande
A presto
!!!!
Gabrio


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