Recensione - “Sincronia colpevole”

“Sincronia colpevole”
Di Giada Strapparava 
Editore: Sensoinverso Edizioni
Collana: AcquaFragile
Pagine: 120
Prezzo: euro 13,00
Data di uscita: 14 marzo 2018

Ho accettato con grande piacere di leggere questo secondo libro di Giada Strapparava, perché il suo primo lavoro mi era piaciuto tantissimo. Come si sa, la seconda prova editoriale è forse più difficile perché occorre che l’autore confermi il successo del primo. Questa volta si cimenta con un genere completamente diverso in cui i protagonisti sono un adulto, Daniel, che per sua scelta e per particolari motivi che scopriremo durante la storia è diventato un barbone, ed un bambino, Connor, che è alle prese con le problematiche della sua età ed orfano di padre. Le loro vicende procedono su due binari paralleli alternandosi e ciò ci permette di conoscerli meglio, sia a livello caratteriale che psicologico. Sono due personaggi interessanti e costruttivi. Entrambi hanno i loro segreti ed i lor desideri oltre ad un proprio scopo che li spinge ad agire in determinati modi.
La scrittura di Giada nel raccontare le loro storie è davvero molto profonda ed incisiva, riesce ad arrivare al lettore facendogli giungere anche le sofferenze personali di Connor e di Daniel oltre alla loro forza interiore. Ho trovato davvero ottimi questi due personaggi. Attorno al bambino ci si imbatte in sua madre che è sempre troppo assente ed un patrigno con cui non ha un buon rapporto.
Molti sono gli avvenimenti, anche forti, che ci troviamo davanti durante la lettura e che rendendo il romanzo davvero piacevole e costruttivo. Più si procede nelle pagine, più si viene a conoscenza di altri tasselli delle vite dei due protagonisti e ciò rende il tutto ancora più avvincente fino agli ultimi capitoli, molto intensi e profondi, in cui le loro strade non saranno solo parallele, ma si uniranno con colpi di scena da entrambe le parti.
Nella vita tutto muta, tutto si evolve e così è anche per loro. Giada Strapparava riesce nell’intento di descrivere una storia profonda e significativa, senza cadere nel sentimentale e sdolcinato, ma anzi rende tutto molto credibile. Ciò avviene anche grazie alla sua scrittura sicura ed emozionante che riesce a coinvolgerci con una storia davvero interessante con all'interno dei messaggi per il lettore e degli insegnamenti che lascio a voi scoprire, leggendolo, in modo che possiate fare con lei il vostro viaggio introspettivo come è successo a me.
Concludo con uno dei passaggi contenuti nel libro:

“Non voleva ritornare benestante, non era sua intenzione premiarsi invece di punirsi. Daniel voleva pagare per i suoi errori e avrebbe raggiunto la sua pace in miseria, se mai l’avesse trovata...”

Trama
Molte volte viviamo la vita ignari del fatto che, dall'altra parte del mondo nello stesso istante, un'altra persona possa vivere le medesime sensazioni. Non c'è però bisogno di andare molto distante per trovare due persone accomunate dallo stesso tipo di guerra interiore, basta attraversare un paio di vie in una grande città come San Francisco ed ecco un uomo di nome Daniel Rivera, che ha perso tutto nella vita: la moglie Gilda e il figlio Tommy. Oppresso del peso del dolore e di infondati sensi di colpa, decide di punirsi per il resto dei suoi giorni vivendo per strada. Poco distante, in un'umile casetta Connor Sullivan, dieci anni, fa i conti con una realtà ben diversa da quella dei suoi coetanei. Le sfaccettature che il destino gli ha riservato hanno fatto di quel bambino un involucro di dolore, rabbia e ingenua speranza, trascinandolo in una sofferenza troppo grande per il suo piccolo cuore. Due sconosciuti, uniti da eventi tragici e drammatici, sullo sfondo di una contemporanea San Francisco, si troveranno per caso a condividere la stessa sincronia, un abisso, lo stesso desiderio di espiazione. Sincronia colpevole è un viaggio introspettivo. È il tempismo perfetto di tante vite imperfette. È il senso del tempo che scorre ma che in realtà non esiste. È la colpa di aver scelto chi essere e la sensazione di sentirsela pesante addosso. È la macchia nera interiore che ci si porta dentro, stando a galla nella propria vita come meglio si può, senza mai provare a nuotare davvero. È l'errore commesso, la verità che costantemente abbiamo sotto gli occhi ma che non vediamo.

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