Intervista all'autore: Daiva Lapen
Un saluto a tutti voi lettrici e lettori,
rieccoci al momento delle interviste: Daiva Lapen ha gentilmente
risposto alle mie domande raccontandoci anche un po’ del suo mondo, è davvero
una donna fantastica e mi complimento con lei. Leggetela !!!
Vi ricordo che nella sezione “recensioni”, del
mio blog, c’è anche quella che riguarda il suo intenso libro “Senza la Ferrari rossa”. Se ancora non
l’avete fatto andate a leggerla e poi tornate qui per conoscere le sue risposte.
"Senza la Ferrari rossa" è il suo esordio
letterario.
Qui sotto il suo blog:

1 – Il libro è pieno di sentimento di tutti i tipi e ho adorato tutto ciò. Tra i vari c’è l’amicizia: che rapporto hai con questa?
"Avere cento amici è meglio che avere
cento banconote" diceva spesso mia mamma. Per me l'amicizia è la cosa più
importante.
2 – Se ce ne sono state, che difficoltà hai
incontrato durante la stesura e la pubblicazione del libro?
Io sono nata e cresciuta a Vilnius, quindi non
sono di madrelingua italiana e nonostante vivessi in Italia ormai da 18 anni,
la difficoltà più grande era proprio la padronanza della lingua. Leggo e parlo
in italiano senza nessuna difficoltà, ma devo confessare che non pensavo fosse
così difficile scriverne. Comunque ho affrontato con molta determinazione
questa difficoltà, che per me era diventata anche una sfida con me stessa.
3 - Quando e come è nata la tua passione per
la scrittura?
Scrivo da sempre. Da bambina scrivevo le
favole, forse perché lo faceva mia nonna e io la copiavo. Durante l'adolescenza
scrivevo i testi per le canzoni rock in inglese. Per quindici anni ho scritto
per il quotidiano più importante della Lituania, da dodici anni parlo alla
radio nazionale Lituana. Non saprei quando e come è nata la passione, credo di
averla da sempre. Mi affascina quello che può fare la scrittura: può farci
sognare, viaggiare, sperare, può farci conoscere luoghi e persone lontane, può
insegnare, incoraggiare, ispirare. Può renderci persone migliori o peggiori.
4 – C’è un motivo in particolare cui tu abbia
scelto proprio la Ferrari come oggetto della scommessa?
La Ferrari, in particolare la Ferrari rossa è
il simbolo universale della bellezza, dell'eleganza, eccellenza, innovazione,
perfezione. Il simbolo del successo assoluto. La mia scelta quindi è una
metafora di tutte quelle cose.
In più avevo questa idea che ognuno di noi può
essere la propria versione più elegante e proprio durante la visita al museo
della Ferrari a Maranello ebbi una specie di illuminazione.
Ero seduta nella "Sala delle
vittorie" circondata da tutte quelle coppe scintillanti e dai bolidi rossi
campioni di Formula 1. Sopra c’erano dei maxi schermi che trasmettevano le
immagini delle gare con le interviste ai piloti. A un certo punto vidi
l’immagine di un'intervista a Enzo Ferrari. "Signor Ferrari, lei ha creato
così tante automobili, qual è secondo lei la Ferrari migliore?" chiese il
giornalista. "La Ferrari migliore? La prossima" rispose Enzo Ferrari.
Ecco lì, circondata da tutto quel successo e
tutta quella eccellenza pensai che ognuno di noi può essere la prossima Ferrari.
5 – Rivolgo a te una domanda che riguarda una
frase riportata sul segnalibro unito al tuo libro e sulla prima pagina, che
riassume benissimo la storia: il tuo animo che profumo ha?
Bella domanda! Quella frase è di Coco Chanel
che non voleva che le donne profumassero di fiori, lei voleva creare un profumo
per le donne che profumassero di donna. Ecco, io vorrei profumare di una
persona audace, gentile, libera, delicata e forte contemporaneamente. Vorrei
che il mio animo avesse un profumo semplicemente elegante. Ha già quel profumo?
Non lo so, ma ci sto lavorando.
6 - Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto
sul tuo libro?
Non mi viene in mente nessun aneddoto. Ma
posso raccontare una specie di sfida che mi ero imposta con questo libro. Avevo
letto da qualche parte che il fondatore di KFC, la più famosa catena fast food
americana di pollo fritto, aveva ricevuto mille e nove risposte negative prima
di riceverne un "sì". Sapevo che sarebbe stato difficile farsi
pubblicare il libro quindi scherzosamente mi chiesi se sarei riuscita a battere
il suo record. Non l'ho battuto, io sono arrivata soltanto a 37 "no".
7 – La storia inizia con una scommessa rivolta
al protagonista: ti è mai capitato di accettarne una e che si sia poi rivelata
un ottimo punto di partenza per il tuo futuro?
Una scommessa come quella nel libro no, ma
nella vita né ho fatte tante di scommesse: con me stessa, con la vita, con i
pregiudizi. E tutte, se fatte ascoltando il cuore, si sono rivelate degli
ottimi punti di partenza. Anche scrivere questo libro e pubblicarlo per me è
una specie di scommessa. Una scommessa su me stessa.
8 – Oltre alla scrittura quali sono le altre
tue passioni?
Viaggiare e conoscere il mondo, le persone, le
loro storie. A volte scherzo che potrei non mangiare, ma non potrei non
viaggiare.
Mi interessa l'arte in tutte le sue forme e
continuo a sorprendermi di come si riesca a trovarla nei posti più inaspettati.
Leggere è un'altra mia passione. Leggo da
quando ero bambina e spesso lo facevo anche di notte nascosta con la pilla
sotto la coperta per non essere scoperta dai genitori che, giustamente,
imponevamo di spegnere la luce e dormire.
Qualche anno fa mi sono appassionata allo
sport, ho iniziato a giocare a tennis, fare yoga e mi sono particolarmente
appassionata al running, tanto che dopo la prima mezza maratona l'anno scorso,
quest'anno festeggerò i miei 40 anni correndo la maratona di New York.
9 - Quali sono i tuoi autori e libri preferiti:
puoi citarmene un paio?
Ci sono tantissimi libri e autori, ma posso
citarne due, quelli che ritengo "colpevoli" per avermi spinto ad
essere persona che sono oggi. Il primo è "Il giro del mondo in 80
giorni" di Jules Verne. Il secondo, "Il giovane Holden" di J. D.
Salinger.
10 - Sperando in un altro tuo libro, ti chiedo
se puoi anticiparci qualcosa dei progetti per il futuro?
Ora con l'aiuto dell'Associazione Italo -
Lituana sto organizzando un tour delle presentazioni del libro lungo tutta
l'Italia. Non voglio fare le solite presentazioni, ma serate allegre, una
specie di aperitivo con il dj, un cantautore americano che si definisce
"il poeta del hip hip" e il libro. Insomma, una fusione della
letteratura, musica, il divertimento e la felicità. Tutto con lo scopo di
ispirare le persone ad essere la loro versione più elegante, ad essere la
prossima Ferrari.
Ho già scritto il libro in inglese e sto
lavorando con un correttore di bozze per proporlo poi agli editori. Sto
scrivendo il libro in lituano. Quindi per ora non ho tempo per scrivere un
altro libro, ma devo confessare che sto prendendo degli appunti, ho già un file
nel computer con il nome "Senza la Ferrari rossa 2".
11 - Infine una curiosità: qual è stato il tuo
ultimo libro che hai comprato e/o letto?
L'ultimo libro comprato è "Reflections on
happiness and positivity" (in italiano "Riflessioni sulla felicità e
positività") scritto dall'emiro di Dubai Mohammed Bin Rashid Al
Maktoum. Non l'ho ancora letto ma mi ha incuriosito quest'uomo che dal nulla
del deserto ha tirato su una megalopoli e ha creato nel suo paese il ministero
della Felicità che ha affidato ad una donna di 23 anni. Lui, che viene chiamato
"Sua Altezza", potrebbe godersi tranquillamente tutti i suoi miliardi
invece sostiene che la felicità è dare, aiutare le persone e non aspettarsi
nulla in cambio.
Invece l'ultimo libro letto è "Il mito
Versace" di Minnie Castel. Devo dire che non stravedevo per questa casa di
moda, la reputavo un po' troppo luccicante, spumeggiante e scosciata per i miei
gusti. Ma leggendo il libro ho iniziato a capire e rispettare i vestiti di
Gianni Versace, cogliere il loro messaggio oltre l'ovvio del sexy e del lusso,
sentire la loro poesia.
Devo dire che ultimamente sto leggendo
parecchie biografie e ogni volta ho la conferma che tutti, anche i più grandi,
particolarmente quelli ritenuti di grande successo, i così detti miti, hanno le
loro paure, i dubbi, i difetti, fanno errori, sbagliano, cadono. Insomma, siamo
tutti umani. Ma solo chi, nonostante la paura, nonostante le critiche,
nonostante i fallimenti continua ad avere il coraggio, o forse la
testardaggine, per andare avanti, raggiunge quello che poi gli altri chiamano
"il successo".
Grazie per queste interessanti risposte
a presto!!!
Gabriele
Commenti
Posta un commento