Intervista all'autore: Daiva Lapen

Un saluto a tutti voi lettrici e lettori,
rieccoci al momento delle interviste: Daiva Lapen ha gentilmente risposto alle mie domande raccontandoci anche un po’ del suo mondo, è davvero una donna  fantastica e mi complimento con lei. Leggetela !!!
Vi ricordo che nella sezione “recensioni”, del mio blog, c’è anche quella che riguarda il suo intenso libro “Senza la Ferrari rossa”. Se ancora non l’avete fatto andate a leggerla e poi tornate qui per conoscere le sue risposte.



Daiva Lapen
 è nata e cresciuta a Vilnius, la capitale della Lituania e da quasi 20 anni vive a
Cagliari. Per 15 anni ha collaborato col più grande quotidiano lituano "Lietuvos rytas" come corrispondente freelance. Dal 2005 è corrispondente dall'Italia per la radio nazionale lituana "LRT Radijas"

"Senza la Ferrari rossa" è il suo esordio letterario.

Qui sotto il suo blog:





1 – Il libro è pieno di sentimento di tutti i tipi e ho adorato tutto ciò. Tra i vari c’è l’amicizia: che rapporto hai con questa?

"Avere cento amici è meglio che avere cento banconote" diceva spesso mia mamma. Per me l'amicizia è la cosa più importante.

2 – Se ce ne sono state, che difficoltà hai incontrato durante la stesura e la pubblicazione del libro?

Io sono nata e cresciuta a Vilnius, quindi non sono di madrelingua italiana e nonostante vivessi in Italia ormai da 18 anni, la difficoltà più grande era proprio la padronanza della lingua. Leggo e parlo in italiano senza nessuna difficoltà, ma devo confessare che non pensavo fosse così difficile scriverne. Comunque ho affrontato con molta determinazione questa difficoltà, che per me era diventata anche una sfida con me stessa. 

3 - Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Scrivo da sempre. Da bambina scrivevo le favole, forse perché lo faceva mia nonna e io la copiavo. Durante l'adolescenza scrivevo i testi per le canzoni rock in inglese. Per quindici anni ho scritto per il quotidiano più importante della Lituania, da dodici anni parlo alla radio nazionale Lituana. Non saprei quando e come è nata la passione, credo di averla da sempre. Mi affascina quello che può fare la scrittura: può farci sognare, viaggiare, sperare, può farci conoscere luoghi e persone lontane, può insegnare, incoraggiare, ispirare. Può renderci persone migliori o peggiori.

4 – C’è un motivo in particolare cui tu abbia scelto proprio la Ferrari come oggetto della scommessa?

La Ferrari, in particolare la Ferrari rossa è il simbolo universale della bellezza, dell'eleganza, eccellenza, innovazione, perfezione. Il simbolo del successo assoluto. La mia scelta quindi è una metafora di tutte quelle cose.
In più avevo questa idea che ognuno di noi può essere la propria versione più elegante e proprio durante la visita al museo della Ferrari a Maranello ebbi una specie di illuminazione.
Ero seduta nella "Sala delle vittorie" circondata da tutte quelle coppe scintillanti e dai bolidi rossi campioni di Formula 1. Sopra c’erano dei maxi schermi che trasmettevano le immagini delle gare con le interviste ai piloti. A un certo punto vidi l’immagine di un'intervista a Enzo Ferrari. "Signor Ferrari, lei ha creato così tante automobili, qual è secondo lei la Ferrari migliore?" chiese il giornalista. "La Ferrari migliore? La prossima" rispose Enzo Ferrari.
Ecco lì, circondata da tutto quel successo e tutta quella eccellenza pensai che ognuno di noi può essere la prossima Ferrari.

5 – Rivolgo a te una domanda che riguarda una frase riportata sul segnalibro unito al tuo libro e sulla prima pagina, che riassume benissimo la storia: il tuo animo che profumo ha?

Bella domanda! Quella frase è di Coco Chanel che non voleva che le donne profumassero di fiori, lei voleva creare un profumo per le donne che profumassero di donna. Ecco, io vorrei profumare di una persona audace, gentile, libera, delicata e forte contemporaneamente. Vorrei che il mio animo avesse un profumo semplicemente elegante. Ha già quel profumo? Non lo so, ma ci sto lavorando.

6 - Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Non mi viene in mente nessun aneddoto. Ma posso raccontare una specie di sfida che mi ero imposta con questo libro. Avevo letto da qualche parte che il fondatore di KFC, la più famosa catena fast food americana di pollo fritto, aveva ricevuto mille e nove risposte negative prima di riceverne un "sì". Sapevo che sarebbe stato difficile farsi pubblicare il libro quindi scherzosamente mi chiesi se sarei riuscita a battere il suo record. Non l'ho battuto, io sono arrivata soltanto a 37 "no".

7 – La storia inizia con una scommessa rivolta al protagonista: ti è mai capitato di accettarne una e che si sia poi rivelata un ottimo punto di partenza per il tuo futuro?

Una scommessa come quella nel libro no, ma nella vita né ho fatte tante di scommesse: con me stessa, con la vita, con i pregiudizi. E tutte, se fatte ascoltando il cuore, si sono rivelate degli ottimi punti di partenza. Anche scrivere questo libro e pubblicarlo per me è una specie di scommessa. Una scommessa su me stessa.

8 – Oltre alla scrittura quali sono le altre tue passioni?

Viaggiare e conoscere il mondo, le persone, le loro storie. A volte scherzo che potrei non mangiare, ma non potrei non viaggiare.
Mi interessa l'arte in tutte le sue forme e continuo a sorprendermi di come si riesca a trovarla nei posti più inaspettati.
Leggere è un'altra mia passione. Leggo da quando ero bambina e spesso lo facevo anche di notte nascosta con la pilla sotto la coperta per non essere scoperta dai genitori che, giustamente, imponevamo di spegnere la luce e dormire.
Qualche anno fa mi sono appassionata allo sport, ho iniziato a giocare a tennis, fare yoga e mi sono particolarmente appassionata al running, tanto che dopo la prima mezza maratona l'anno scorso, quest'anno festeggerò i miei 40 anni correndo la maratona di New York.

9 - Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Ci sono tantissimi libri e autori, ma posso citarne due, quelli che ritengo "colpevoli" per avermi spinto ad essere persona che sono oggi. Il primo è "Il giro del mondo in 80 giorni" di Jules Verne. Il secondo, "Il giovane Holden" di J. D. Salinger.

10 - Sperando in un altro tuo libro, ti chiedo se puoi anticiparci qualcosa dei progetti per il futuro?

Ora con l'aiuto dell'Associazione Italo - Lituana sto organizzando un tour delle presentazioni del libro lungo tutta l'Italia. Non voglio fare le solite presentazioni, ma serate allegre, una specie di aperitivo con il dj, un cantautore americano che si definisce "il poeta del hip hip" e il libro. Insomma, una fusione della letteratura, musica, il divertimento e la felicità. Tutto con lo scopo di ispirare le persone ad essere la loro versione più elegante, ad essere la prossima Ferrari.
Ho già scritto il libro in inglese e sto lavorando con un correttore di bozze per proporlo poi agli editori. Sto scrivendo il libro in lituano. Quindi per ora non ho tempo per scrivere un altro libro, ma devo confessare che sto prendendo degli appunti, ho già un file nel computer con il nome "Senza la Ferrari rossa 2". 

11 - Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L'ultimo libro comprato è "Reflections on happiness and positivity" (in italiano "Riflessioni sulla felicità e positività") scritto dall'emiro di Dubai  Mohammed Bin Rashid Al Maktoum. Non l'ho ancora letto ma mi ha incuriosito quest'uomo che dal nulla del deserto ha tirato su una megalopoli e ha creato nel suo paese il ministero della Felicità che ha affidato ad una donna di 23 anni. Lui, che viene chiamato "Sua Altezza", potrebbe godersi tranquillamente tutti i suoi miliardi invece sostiene che la felicità è dare, aiutare le persone e non aspettarsi nulla in cambio.
Invece l'ultimo libro letto è "Il mito Versace" di Minnie Castel. Devo dire che non stravedevo per questa casa di moda, la reputavo un po' troppo luccicante, spumeggiante e scosciata per i miei gusti. Ma leggendo il libro ho iniziato a capire e rispettare i vestiti di Gianni Versace, cogliere il loro messaggio oltre l'ovvio del sexy e del lusso, sentire la loro poesia.
Devo dire che ultimamente sto leggendo parecchie biografie e ogni volta ho la conferma che tutti, anche i più grandi, particolarmente quelli ritenuti di grande successo, i così detti miti, hanno le loro paure, i dubbi, i difetti, fanno errori, sbagliano, cadono. Insomma, siamo tutti umani. Ma solo chi, nonostante la paura, nonostante le critiche, nonostante i fallimenti continua ad avere il coraggio, o forse la testardaggine, per andare avanti, raggiunge quello che poi gli altri chiamano "il successo".


Grazie per queste interessanti risposte

a presto!!!

Gabriele

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