Intevista all'autore: Nora Dawning

Ciao lettrici e lettori, 
Nora Dawning è la scrittice che ha gentilmente risposto alle mie domande per l'intervista di questa settimana!!!!! Inoltre trovate, come sempre nel blog, la recensione del suo libro "Il cuore lo faccio nero" da leggere prima delle sue risposte qui sotto, che sono molto intime, profonde e meritano di essere lette.



1 – Come è nata la decisione di scrivere un libro cosi intimo, personale e di mandarlo in stampa?

Ho iniziato a scrivere all’inizio della convalescenza psicologica, quando avevo riconosciuto di avere un problema e avevo chiesto aiuto. Mi sentivo persa, credevo di aver gettato la fatica di anni rinunciando ad un dottorato prestigioso, sprecando dei mesi che avrei potuto sfruttare molto meglio per la mia carriera. Avevo chiesto aiuto, ma nessuno capiva la mia sofferenza interiore e continuavo a stare male, terribilmente. Specialmente la sera. Così ho deciso di “creare dalle ceneri” e raccontare la mia storia. Ho scritto un romanzo che racconta del periodo in cui il mio mondo si è sgretolato. “Il cuore lo faccio nero” è ciò che è successo dopo, quando già stavo alzando la testa. I testi che vi sono raccolti hanno la stessa funzione, di ricostruire una me forte.
Sono ancora più importanti: ogni pagina ha esorcizzato, nell’immediato, il dolore. Lo ha attenuato e mi ha permesso di stare meglio. Senza tagliarmi, senza urlare, senza abuso di farmaci. Solo scrivendo.

2 –  Hai incontrato qualche difficoltà nella pubblicazione e lo hai fatto leggere a qualcuno prima di mandarlo in stampa?

Tutti i testi che sono raccolti nel libro sono stati pubblicati sul mio blog per mesi. Qualcuno li ha letti, in pochissimi li hanno commentati. Certo, non è un tema facile. Tantomeno popolare.
In fase di stesura ho chiesto al mio fidanzato di darmi un parere, specialmente sul formato: non ero convinta della “raccolta di pensieri”. I feedback più importanti sono quelli dei lettori. Ho pubblicato in gran parte per questo: per capire come migliorare e creare dei testi che possano davvero coinvolgere e comunicare delle emozioni.
Da un punto di vista tecnico pubblicare è stato facilissimo: Amazon ha una piattaforma molto intuitiva e ben fatta. La promozione, invece, è molto più dura.
Rispondo subito alla domanda che sorge spontanea: perché non ti sei rivolta a delle case editrici? L’ho fatto, con il mio primo testo (il romanzo che citavo prima). Ho aspettato 8 mesi, ormai, e mi sono arrivate pochissime risposte. Le uniche risposte erano di case editrici a pagamento. Avrei potuto tentare con questo nuovo testo, ma, in fondo, non ne ho visto il vantaggio. Volevo un riscontro immediato, dei commenti sinceri di lettori che giudicano solo in base a ciò che leggono.

3 – E’ un libro molto forte e privo di giri di parole: è stata una scelta immediata che fosse proprio cosi o ci hai pensato a lungo chiedendoti come lo avrebbe preso il lettore?

In realtà è stato un azzardo. Ho pensato ai pro ed ai contro, ma non ho trovato risposta ad i miei interrogativi. Così mi sono buttata. E finora, posso dire, ho avuto soddisfazione: chi ha letto il mio libro ha apprezzato il fatto che fosse crudo. Certo, non mi aspetto che venga apprezzato da tutti, ma non credo che si debba scrivere e pubblicare solo ciò che si spera venga letto da un pubblico ampio ed indistinto.

4 – La scelta del titolo trasmette la tua forza e voglia di farcela, mentre nel libro traspare la tua enorme sofferenza: come mai un “contrasto” del genere?

I testi sono stati scritti a caldo in momenti duri, il titolo è stato scelto a tavolino. Ho pensato al messaggio che volevo comunicare con il mio libro, a me e agli altri. E il messaggio, ne sono ancora convinta, è che da ogni male, anche dal più oscuro, si può uscire. Serve tanta forza, pazienza, perseveranza. Ma si può.

5 – Mi complimento con te per averlo scritto, ma tu se tornassi indietro lo rifaresti?

Ti ringrazio. Sì, lo rifarei. L’ho scritto per me, in primo luogo, e mi ha aiutata nei momenti più difficili. Avrei voluto che raggiungesse un pubblico più ampio, perché so che c’è un pubblico pronto ad accoglierlo. Se non dovesse andare così sarò contenta delle ottime recensioni avute finora e dell’esperienza maturata.

6 - Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Uno banalissimo, ma mi fa sempre sorridere pensandoci. Avevo deciso di ricamare un cuore per l’immagine di copertina. Il titolo allora era ancora incerto e si muoveva tra “Tumulto” e “Mente inquieta”. Una sera ho deciso che avrei ricamato il cuore con della lana nera, invece che rossa. Ho scritto un messaggio al mio ragazzo: “Comunque, il cuore lo faccio nero”. Così è nato il titolo.

7 – Immagino la tua sofferenza mentre scrivevi il libro, ci sono stati momenti in cui volevi rinunciare? E che sensazioni provi ora nel rileggere il libro ed averlo tra le mani?

Ci sono stati e ci sono momenti in cui provo un forte sconforto e voglia di rinunciare a tutto: alla vita, al mondo. Spesso mi sento senza speranza. Il libro è cresciuto da solo, come una voce che accompagnava le mie notti. Quindi, in questo caso no, non ho mai pensato di rinunciarvi.
Nel rileggerlo sono assalita da moti di odio e di passione: lo trovo spregevole, accattivante, appassionante, banale. Non so decidermi. Nel dubbio, non lo apro.

8 – Oltre alla scrittura quali sono le altre tue passioni?

La scrittura è una passione nata di recente. Io, di formazione, sono biologa molecolare. Amo la ricerca, la scoperta, l’indagine su cos’è la vita e come funziona. Mi piace programmare al computer e vivere la vita quotidiana nei suoi aspetti più semplici. In particolare mi piace cucinare e condividere un pasto con le persone a me vicine.

9 - Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Il mio libro preferito è 1984 di Orwell, seguito da Il mondo nuovo di Huxley. Sono libri letti nell’adolescenza che saranno per sempre un fondamento della mia crescita personale.

10 – Che progetti hai per il futuro? Quale genere di libro ti piacerebbe scrivere?

Intendo scrivere solo di ciò che sento e vivo. Vorrei parlare più approfonditamente dell’alcolismo, di come possa farti sua, subdolamente (in questo stesso momento ho un bicchiere di vino in mano e vorrei non averlo). Vorrei continuare a parlare di introspezione, senza regole e senza confini. Non scrivo per vendere, scrivo per comunicare.

11 - Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Ho letto “Una mente inquieta” di Kay Jamison, parla della vita di una donna bipolare. Ero curiosa di conoscere la letteratura affine a quella che mi accingevo a proporre al mondo!

Grazie di aver risposto alle mie domande

a presto
Gabriele



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